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ETICHETTATURA PRODOTTI ALIMENTARI: IL PAESE D’ORIGINE O LUOGO DI PROVENIENZA (PT.11)

ETICHETTATURA PRODOTTI ALIMENTARI: IL PAESE D’ORIGINE O LUOGO DI PROVENIENZA (PT.11)

L’ulteriore indicazione obbligatoria prevista dal Reg. 1169/2011 è “il paese d’origine o luogo di provenienza” nei casi elencati all’art.26 dello stesso regolamento.

 

Innanzitutto, occorre definire i concetti di luogo di provenienza e paese d’origine:

  • il primo indica il luogo da cui proviene l’alimento,
  • il secondo è il paese in cui il prodotto ha subito l’ultima trasformazione sostanziale (reg. 2913/92 art 23-26).

 

L’art. 26, dunque, impone l’apposizione di questa indicazione obbligatoria:

  1. Nel caso in cui l’omissione possa indurre in errore il consumatore in merito al paese d’origine o il luogo di provenienza reali dell’alimento, in particolare se le informazioni che accompagnano l’alimento o contenute nell’etichetta nel loro insieme potrebbero altrimenti far pensare che l’alimento abbia un differente paese d’origine o luogo di provenienza.
  2. Per le carni suine/ovine/caprine/volatili di specie domestiche fresche, congelate o refrigerate.

 

Essa, in ogni caso, è obbligatoria qualora ciò sia previsto da disposizioni specifiche dell’Ue (o nazionali: in Italia ad es. latte). Di seguito riportiamo l’elenco degli alimenti che devono obbligatoriamente riportare l’indicazione di origine/provenienza in etichetta:

  • miele
  • passata di pomodoro (disposizione italiana)
  • olio d’oliva
  • vino
  • pesci, crostacei, molluschi
  • uova
  • ortofrutticoli freschi
  • carni bovine, suine, ovine-caprine
  • carni di pollo e volatili
  • latte formaggi e derivati (disposizione italiana)
  • pasta e riso (disposizione italiana).

Per le carni bovine, deve essere indicato il luogo di nascita, allevamento e macellazione.

Per le carni suine, ovine, caprine avicole deve essere indicato il luogo di allevamento e macellazione.

In entrambi i casi, qualora tutte la fasi siano avvenute nello stesso luogo, si può indicare “Origine + nome del paese”.

Il punto 3 dell’art.26 impone poi, in ogni caso, l’indicazione del luogo di origine o provenienza dell’ingrediente primario (ovvero l’ingrediente che rappresenta più del 50% dell’alimento o che è associato abitualmente alla denominazione dell’alimento stesso dal consumatore)se non coincide con quello dell’alimento indicato.

 

A proposito, il 28 maggio 2018 è stato pubblicato in GUUE il Regolamento di esecuzione 2018/775 sulle modalità di applicazione di tale prescrizione (art.26 p.3 del Reg 1169/2011).

In particolare, esso avrà applicazione a partire dal 1 aprile 2020 (gli operatori, dunque, hanno ancora un pò di tempo per adeguarsi a quanto prescritto).

Ai sensi dell’art.2, l’indicazione deve essere fornita:

  1. a) con riferimento a una delle seguenti zone geografiche:
  2. «UE», «non UE» o «UE e non UE»; o
  3. una regione o qualsiasi altra zona geografica all’interno di diversi Stati membri o di paesi terzi, se definita tale in forza del diritto internazionale pubblico o ben chiara per il consumatore medio normalmente informato; o
  4. la zona di pesca FAO, o il mare o il corpo idrico di acqua dolce se definiti tali in forza del diritto internazionale o ben chiari per il consumatore medio normalmente informato; o
  5. uno o più Stati membri o paesi terzi; o
  6. una regione o qualsiasi altra zona geografica all’interno di uno Stato membro o di un paese terzo, ben chiara per il consumatore medio normalmente informato; o
  7. il paese d’origine o il luogo di provenienza, conformemente alle specifiche disposizioni dell’Unione applicabili agli ingredienti primari in quanto tali;
  8. b) oppure attraverso una dicitura del seguente tenore:

«(nome dell’ingrediente primario) non proviene/non provengono da (paese d’origine o luogo di provenienza dell’a­limento)» o una formulazione che possa avere lo stesso significato per il consumatore.