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LE SEZIONI UNITE SI PRONUNCIANO SUI “DANNI PUNITIVI”, QUEI RISARCIMENTI MILIONARI RICONOSCIUTI DAI GIUDICI STATUNITENSI

LE SEZIONI UNITE SI PRONUNCIANO SUI “DANNI PUNITIVI”, QUEI RISARCIMENTI MILIONARI RICONOSCIUTI DAI GIUDICI STATUNITENSI

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con sentenza 16601/2017 depositata il 5 luglio, hanno, contro ogni precedente, sancito la possibilità di riconoscere in Italia le sentenze straniere che condannano al pagamento dei danni punitivi.

I DANNI PUNITIVI sono una categoria di danni prevista dagli ordinamenti di common law, in particolare dall’ordinamento statunitense. Si tratta di un istituto che permette, in caso di responsabilità extracontrattuale, di riconoscere al danneggiato un risarcimento superiore rispetto all’effettivo danno subito. Essi hanno, sostanzialmente, una funzione punitiva.

IL CASO: in Florida, un motociclista infortunato a seguito di incidente stradale, conveniva dinanzi ai giudici statunitensi il produttore italiano del casco ritenuto difettoso, il venditore e l’importatore.

Il processo si concludeva con un accordo transattivo tra il motociclista e il venditore.

Quest’ultimo si impegnava a pagare al primo un milione e mezzo di dollari, cifra, secondo la società italiana produttrice, comprensiva dei cosiddetti danni puniti e, dunque, non riconoscibile dall’ordinamento italiano.

Le Sezioni Unite, ribaltando ogni decisione precedente, hanno riconosciuto la compatibilità dei danni punitivi con il nostro ordinamento.

Ponendo, poi, alcuni limiti: i danni punitivi applicati dalla sentenza straniera devono essere previsti da una norna specifica straniera (tipicità) e il loro quantitativo deve essere prevedibile (prevedibilità).

Occorre fare un’importante precisazione: questo precedente non vuol dire che i giudici italiani potranno riconoscere e liquidare i danni punitivi in controversie italiane regolate dal diritto interno. Potranno, di contro, riconoscere le sentenze straniere che li prevedono.